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Ronaldo abbraccia il fratello dopo la Champions: “Io ho vinto, smetti di bere” „”Io vinco la Champions, tu non fai la fine di papà”: Ronaldo “salva” il fratello alcolista“

Ronaldo abbraccia il fratello dopo la Champions: “Io ho vinto, smetti di bere”

Sembrava una storia da film. Lui, tale Albert Fantrau – ex compagno ai tempi dell’under 18 portoghese -, che entra in campo per abbracciare l’amico che ha appena vinto la Champions League. Lo stesso al quale aveva “regalato” le giovanili dello Sporting. Sarebbe stato un abbraccio da sogno, un momento da favola. La storia, invece, è un po’ diversa. Un po’ più tragica ma con la speranza di un lieto fine. L’uomo misterioso abbracciato da Cristiano Ronaldo sul prato del “Da Luz” dopo la finale di Coppa Campioni con l’Atletico Madrid è suo fratello Hugo.

Racconta La Gazzetta:

Per giorni ci si è chiesti chi fosse il misterioso ragazzo a cui Cristiano Ronaldo aveva donato la maglia subito dopo la finale. E’ proprio Hugo Aveiro a rivelare la verità su Facebook. Il ragazzo che si abbraccia calorosamente con la star portoghese è lui, il fratello maggiore di CR7.

Dietro quell’abbraccio c’è una scommessa, l’amore di Cristiano per suo fratello. Ronaldo sarebbe riuscito a convincere suo fratello: “Se io vinco la Champions, tu la smetti di bere”.

Hugo, infatti, ha problemi con l’alcol: esattamente come il padre di Ronaldo, morto nel 2006. E Cristiano non vuole perdere un’altra persona cara e amata. Da qui la promessa, sembra già mantenuta.

E Albert Fantrau? La sua, anzi la loro, storia l’aveva raccontata lo stesso Ronaldo. “Giocavamo nella stessa squadra dell’under 18 nel campionato portoghese. Quando l’allenatore dello Sporting Lisbona venne a vederci, disse: ‘Chi segnerà più gol verrà nella nostra squadra’. Noi vincemmo la partita 3-0, io segnai il primo gol e il secondo lo segnò Albert Fantrau grazie a un grande colpo di testa. Ma il terzo fece rimanere tutti a bocca aperta. Albert era uno contro uno davanti al portiere, quando lo ha dribblato io mi trovavo proprio davanti a lui. Tutto quello che doveva fare era metterla in rete e invece l’ha passata a me e io ho fatto doppietta. Quello stesso giorno andai allo Sporting Lisbona. Dopo la partita gli chiesi: ‘Perché l’hai fatto?’ e lui mi disse: ‘Sei più forte di me'”.

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